Madk è l’esordio di Ryo Suzuki e, per ora, il suo unico manga. Il titolo esce nel 2017 per la prima volta sulla rivista Printemps Shuppan e arriva in Italia grazie a JPOP Manga. La serie di Madk è composta da tre volumi, completa. 

Quando JPOP Manga ha annunciato questo titolo ero completamente presa dall’idea di leggerlo ma solo di recente sono riuscita a fare questa lettura. Avevo altissime aspettative e le ho avute tutte soddisfatte, dalla prima pagina all’ultima.

Ma di cosa parla il manga e perché avevo un così tanto hype? Prima di tutto, ne ho sentito parlare parecchio e solamente in modo positivo; per secondo la trama mi ha conquistato, grazie anche ai disegni.

Madk: demoni, desideri e disegni sporchi

Makoto decide di evocare un demone e  ci riesce al primo tentativo. Il demone, chiamato J,  chiede al giovane di esprimere un desiderio, un po’ come il genio della lampada, e il ragazzo gli risponde di voler mangiare la creatura. Questo è quello che dovete sapere. 

Makoto in seguito diventerà un demone lui stesso e seguirà J come un cagnolino fino a quando non prenderà una nuova strada. Il rapporto tra Makoto e J sarà sempre più stretto e morboso. Il finale renderà Makoto un demone diverso e cresciuto rispetto al Makoto umano. 

Come si può intuire, i personaggi principali sono Makoto e J che hanno entrambi due personalità molto eccentriche e in grado di spiccare in ogni circostanza. Il loro carisma fa sì che gli altri esseri viventi non possano non fermarsi e tentare di parlare con loro. A parte loro, anche i personaggi secondari di Madk hanno una bella caratterizzazione, come il fratello di J; cercano di essere all’altezza dei protagonisti e a volte ci riescono pure. Ogni storia che Ryo racconta, cattura il lettore senza appesantire la lettura e tenendo alta l’attenzione. 

I disegni sono qualcosa di meraviglioso e di stupendo: uno schizzo con bordi sporchi e marcati che vanno a sottolineare la storia, ma che proiettano la loro particolarità anche nei personaggi, visto che parliamo di un mondo di demoni e un tratto delicato avrebbe stonato.. Le copertine sono una più magnetica dell’altra e riescono catturare chi vede il prodotto. 

Non è un titolo per tutti per la violenza usata e per l’argomento della sessualità. Infatti abbiamo un tipi di pratiche sessuali spinte e inusuali rispetto alla “normalità” dell’atto sessuale umano, come per esempio chi mangia i genitali e altri fattori quasi fantastici, ma ricordiamoci che siamo nel mondo dei demoni e che il tutto va contestualizzato durante la lettura.. 

Una cosa che non mi aspettavo è la comicità che riesce a mettere nel quadro perché non pensi che potrebbe fare anche ridere. Basti pensare a come ha messo giù il fatto che Makoto si vuole mangiare il demone appena evocato, personalmente non ci avrei mai pensato. 

L’ultima cosa che vorrei dire che è che il rapporto tra Makoto e J oltre ad essere morboso, è quasi una cattiva relazione dove loro si vogliono fare del male a vicenda ma allo stesso tempo provano amore.

Consigliatissimo a chi ama racconti fantastici, un po’ gore e disturbanti.

Elena Cavenaghi