Selezionato al Premio Calvino 2023 “per l’inesausta effervescenza verbale, divertente, ironica e colta che deflagra su un rumore di fondo, memento e monito della realtà ultima della condizione umana“, l’esordio di Nicolò Cavallaro, Il lama dell’Alabama per Hacca edizioni, comincia a Roma, al parco della Caffarella. Lì si trova, infatti, il protagonista Guido, impegnato nella ricerca di un orologio per un cliente che si è affidato alla sua agenzia investigativa. Un compito in apparenza facile, ma che presto si rivela essere più complesso del previsto, portando a una lunga serie di incontri singolari per le strade della Capitale.

Il lama dell’Alabama:  dal giallo all’indagine psicologica. Un esperimento creativo.

Di per sé, la storia è molto semplice e poco action, ma è il modo di scrivere dell’autore a renderla avvincente e sperimentale. Il protagonista si rivolge direttamente a chi legge, chiamandoli lettore e lettrice, accompagnandoli in un viaggio metanarrativo per ritrovare l’oggetto smarrito, Accompagnato dal suo assistente, incontrerà persone diverse tra di loro che potrebbero aiutare in una ricerca a porta porta, sperando di trovare qualche indizio. Così, Guido incontra Alice e se ne innamora a prima vista. 

L’atteggiamento amichevole e rivolto verso il lettore, permette di creare un rapporto diretto tra il detective e lo spettatore, alimentando una conversazione reciproca molto simile a quella tra due amici seduti davanti a un caffè. Apprezzabile anche l’inclusione delle donne, col termine lettrici.

Assieme a Guido, chi legge incontra personaggi iconici e facilmente ricordabili e riconducibili all’immensa molteplicità romana. Al tempo stesso, il ritmo viene scandito dall’inserimento di stralci o intere poesie, inserite così da aiutare la lettura, invece di bloccarla. Sistema stilistico insolito, in quanto di norma vengono utilizzate per “spezzare” la narrazione, mentre la penna di Nicolò Cavallaro permette loro di accompagnarla. 

Il lama dell’Alabama alterna così un’efficace originalità stilistica e un cambio di paradosso di genere. Sebbene segua le linee del giallo classico, la presenza dell’orologio, un oggetto il cui uso è quello di far passare il tempo, spinge e disvela il vero tema del libro: il tempo e la morte.

Perdere una persona cara, non è mai un evento facile da affrontare, e ognuno di noi lo fa nel modo in cui ritiene essere il più giusto. Così succede ne Il lama dell’Alabama: Guido ha un lutto da superare e non ci riesce, finché non si trova a cercare l’orologio, riprendendosi il tempo. Per sé, per gli altri, per fermarsi e respirare di nuovo.

Il percorso di ricerca dell’orologio diventa quindi quello di superamento del lutto: l’indagine sull’oggetto è indagine su sé stessi, e lo stile inconsueto permette ai temi di penetrare in profondità nel lettore.

Elena Cavenaghi