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Il pieno di felicità è l’esordio letterario di Cecilia Ghidotti, pubblicato nel 2019 dalla casa editrice Minimum fax.

Cecilia Ghidotti classe 1984 è nata a Brescia e ha studiato a Bologna, e a Torino. Prima di pubblicare Il pieno di felicità ha scritto per il teatro e ha pubblicato dei racconti su Abbiamo le prove. Come la protagonista del suo esordio vive a Conventry, in Inghilterra.

Il pieno di felicità, un memori inquieto.

Un memoir che dimostra l’inquietudine di una generazione, quella dei trentenni, che si trova a fare i conti con una realtà sempre più eterea fatta di precarietà e di sfiducia nel futuro.

Noi, intimamente convinti di essere meglio di quelli che restano a vivere nel posto in cui sono nati, avremmo visto luoghi diversi, ci saremmo aperti con fiducia al mondo che sicuramente sarebbe stato migliore della nostra provincia di origine. Poi devo essermi distratta e i primi iniziavano a tornare.

Il pieno di Felicità, Cecilia Ghidotti

Cecilia Ghidotti nel suo primo romanzo ha rappresentato una generazione disillusa, che finiti gli studi universitari si aspettavano di essere accolti nel mondo del lavoro, mentre invece si sono trovati davanti ad una situazione talmente incapace di sfruttare le capacità e le competenze acquisite.

Questa situazione quindi ha costretto alcuni ragazzi a prendere una decisione molto difficile e coraggiosa: trasferirsi in un altro paese alla ricerca di condizioni migliori grazie alle quali potersi realizzare.

E così anche la protagonista de Il pieno di felicità decide di trasferirsi all’estero, più precisamente in Inghilterra, Conventry. Dove, tra mille lavoretti, cerca di realizzarsi migliorando il suo percorso di studi.

Se l’Inghilterra rappresenta il paese con possibilità lavorative l’Italia rimane, per la protagonista, il posto dove ha lasciato il cuore, infatti non perde occasione di tornare dove è nata o dove ha studiato.

Cecilia autrice narra attraverso i pensieri e la storia della protagonista, sua omonima. Cecilia protagonista de Il pieno di felicità sogna un futuro migliore, non ha certo paura di rimboccarsi le maniche.

Il pieno di felicità, il mito dei sogni raggiungibili.

Cecilia ha creduto che ciò che le sarebbe piaciuto fare da grande fosse un sogno raggiungibile, realizzabile, tutto sommato fattibile.
Ma quando si è scontrata con la realtà ha capito che quello che avrebbe voluto fare per essere felice non si sarebbe potuto realizzare perché purtroppo non c’erano le condizioni, non c’erano possibilità.
La verità è che il mondo degli adulti non era preparato ad accogliere una giovane felice.

Cecilia ha quindi capito che per diventare adulta avrebbe dovuto cercare un altro posto per essere felice.

La disillusione di una generazione.

Il pieno di felicità rappresenta alla perfezione il sentimento di angoscia che i ragazzi provano davanti all’incertezza di questi tempi. Chi ha potuto ha studiato, altri hanno avuto anche la possibilità di trasferirsi altrove, ma ciò che è certo è che tutti combattiamo contro un mondo che non ci rappresenta e che non è pronto per offrirci le possibilità giuste.

Il pieno di felicità rappresenta anche una dichiarazione dei sentimenti e delle difficoltà della generazione che si sta buttando nel mondo del lavoro. Una fotografia sui trentenni di oggi, quelli che per anni sono stati chiamati “Choosy”, o mammoni. Ghidotti restituisce la dignità a quella generazione, e evidenzia le cause che hanno portato ad una situazione tanto disagevole.