Ennead è il manhwa d’esordio dell’artista Mojito. Inizialmente pubblicato su Naver Webtoon, un sito in cui si possono pubblicare i propri lavori come webtoon (un webtoon è un fumetto pubblicato su internet, di solito a colori), in Italia  arriva in cartaceo grazie a Planet Manga

Dopo la pubblicazione di BJ Alex di Mingwa, uno dei webtoon più famosi al mondo, l’Italia si è aperta alla pubblicazione di questi prodotti nati sul web. Si pensi a Solo Leveling o ai webtoon trasporti in kdrama (serie tv coreane), che sono poi finiti nelle mani dei lettori, com’è successo per What’s Wrong With Secretary Kim. Lo stesso è accaduto a Ennead. Per ora in Italia sono stati pubblicati i primi due volumi e sembra che continueranno in modo mensile, per la gioia degli appassionati.

Ennead: un manhwa sulla mitologia egizia

Ennead di Mojito, come si può intuire dal nome, è un riferimento alla mitologia egizia. Il termine Enneade indica uno dei grandi gruppi di divinità dell’antico Egitto venerate a Eliope. Non a caso, il manhwa è intitolato così. La sinossi è semplice: in principio l’Egitto era una terra dove non c’erano combattimenti, ma per colpa del dio Seth, il dio della guerra, si cominciò a versare sangue e a diffondere la paura. Nessuno poteva fermarlo tranne Horus, il figlio della dea Iside. Gli dei riusciranno a placare l’ira del dio della guerra? O l’Egitto è destinato a inginocchiarsi a Seth? 

Con una trama del genere, è ovvio che gli appassionati della mitologia egizia vengono subito catturati. Ma procedendo con la lettura, si resta affascinati dai personaggi. Seth, così arrabbiato con il mondo perché è nella sua natura, ma in fondo il lettore spera che ci sia una ragione più profonda dietro alle sue azioni. Horus, che si contrappone a Seth cercando di sconfiggerlo in una dinamica e un rapporto di odio e amore. E i personaggi secondari: divinità egoiste, interessate solo al proprio tornaconto e ai propri obiettivi, che cercando di raggiungere senza scrupoli di sorta.

Ma ciò che affascina davvero di Ennead, sono i disegni così particolari di Mojito. I colori e i tratti riescono a trasmettere tutte le emozioni delle divinità, rendendole quasi umane nelle loro azioni e sottolineando le importanti relazioni che intercorrono tra loro. Non a caso, l’autrice ha inserito un albero genealogico con tutte le famiglie, sia per aiutare a memorizzare i nomi, sia per comprendere meglio i legami tra i personaggi. Per ultimo, ma non meno importante da tenere in conto, Ennead è segnato Boys Love, pertanto ci si aspetta un’evoluzione in chiave LGBT+ molto chiara. 

L’unica nota che può far storcere il naso agli amanti della mitologia, sono le libertà prese da Mojito nella raffigurazione delle divinità. Ad esempio, il dio del sole viene rappresentato come donna e non come uomo. A parte questo è consigliatissimo a chi desidera una storia coinvolgente con disegni straordinari.

Elena Cavenaghi